Artworks

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MY COLLECTION
Come, quando e perché

Tutto è nato per caso. Avevo circa sette anni e mi trovavo a Passo Monte Croce di Comelico, per le vacanze di Natale.
Un giorno accompagnai mio padre a comperare alcune specialità del Cadore, in un supermercato di Sesto, vicino a San Candido. Arrivato alla fine di un corridoio, notai su uno scaffale i due soldatini qui accanto riprodotti.
Fu amore a prima vista.
Da quel giorno smisi di andare a sciare. Trascorsi il resto della vacanza a rigirare tra le mani quei modellini. Cercavo di capire come erano fatti. Ma ciò che più mi affascinava era la mobilità di tutte quelle piccolissime parti che componevano la figura.
Allora non sapevo niente del marchio G.I.Joe cui appartenevano quei soldatini, né della Hasbro, proprietaria del marchio G.I.Joe.
Tornato a Padova, assillai i miei genitori perché cercassero altri modellini simili nei negozi della città, ma sembrava che non esistesse niente del genere. Poi, nel 1989, la Hasbro prese la decisione di vendere i G.I.Joe anche in Europa.
Mi ricordo ancora il giorno in cui arrivò al mio negozio preferito il furgone che trasportava gli scatoloni con dentro cento confezioni del personaggio di Storm Shadows, il famoso NINJA bianco dei Cobra.
Alla fine di quell’anno avevo già una piccola collezione: 300 pezzi tra personaggi e veicoli. Non potevo certo immaginare che la scatola originale intatta di Storm Shadow prima versione, che nel ‘89 costava 7.900 £, sarebbe stata venduta, quindici anni dopo, alla cifra di 3,499$, cioè circa mille volte il prezzo offerto al pubblico agli inizi degli Anni Novanta.


A questo punto devo parlarvi di mio nonno Gino,  che nella mia adolescenza ha avuto una importanza straordinaria. Ricordo che restavamo ore intere sdraiati sul pavimento del salotto. Lui mi raccontava tutta la sua vita, dalla guerra d’Africa alle fantastiche avventure che gli erano capitate, e intanto la mia fantasia si sbrigliava a creare immagini di quei racconti.
Nonno Gino era un narratore nato, un poeta istintivo, aveva il dono di farti “vedere” con le parole anche le cose più astratte, come il profumo di un fiore o l’odore caldo del pane appena sfornato. Ed era anche un ottimo pittore. Quando non disegnavo, con nonno Gino mi trasferivo nel suo garage. Ai miei occhi quello era un luogo magico. C’erano strane invenzioni, curiosi assemblaggi di motori, sculture di legno, e lui si divertiva a spiegarmi come le aveva costruite.
Lo seguivo con attenzione e assimilavo ogni suo insegnamento. Fu anche grazie a queste “lezioni” che, in seguito, imparai a inventare e a realizzare i modellini dei miei G.I.JOE.
Quel mio nonno aveva capito che anch’io avevo doti artistiche e cominciò a darmi lezioni di disegno.
Quanti sabati pomeriggio ho trascorso con lui a tracciare linee di figure geometriche con la matita. La scuola di nonno Gino ha acceso e alimentato seriamente il fuoco della passione per tutto quello che è arte, intesa nella sua più ampia espressione.
Col passare degli anni, le mie passioni e i miei hobby si moltiplicavano. Quel primitivo entusiasmo per il modellini G.I.Joe, che per un certo periodo mi aveva assorbito totalmente, era diminuito. L’improvviso ritiro del marchio G.I.Joe dal mercato europeo, dovuto a una crisi della Hasbro, aveva contribuito a raffreddare quella mia passione. Ma qualche anno dopo, nel 2000, scoprii i segreti di Internet e i suoi miracoli. Riuscii a mettere in moto una serie di meccanismi che mi portarono virtualmente nei negozi on-line di oltreoceano, e la passione riprese quota.
Completai finalmente ogni serie della mia collezione di G.I.JOE “A Real American Hero” e riuscii a concretizzare quei sogni e quelle fantasie che da ragazzino credevo irrealizzabili.
E la passione, inutile dirlo, continua!

 

 

 
 
CUSTOM

Questa sezione comprende la realizzazione di quelle idee che non ho potuto veder materializzate nei negozi di giocattoli.
Quanti ragazzi della mia generazione non hanno sognato di essere nipoti di “Doc” in “Ritorno al futuro”, di scappare con il furgone degli “A-TEAM”, di avere come amico il robot del film “Corto circuito”, di far ridere il gigante buono “Sloth” dei “GOONIES”, o di guidare a 300km/h l’incredibile macchina parlante “K.I.T.T.” di Michael Knight?
Con l’aiuto di grandi amici, che, insieme a me, per diversi anni hanno condiviso le fatiche e l’immensa gioia di credere in questi lavori, ho potuto così realizzare qualcosa che, fino a qualche tempo fa, apparteneva solo al mondo della mia fantasia.

 

 

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