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A questo punto devo parlarvi di mio nonno Gino,
che nella mia adolescenza ha avuto una importanza straordinaria.
Ricordo che restavamo ore intere sdraiati sul pavimento del salotto.
Lui mi raccontava tutta la sua vita, dalla guerra d’Africa alle
fantastiche avventure che gli erano capitate, e intanto la mia
fantasia si sbrigliava a creare immagini di quei racconti.
Nonno Gino era un narratore nato, un poeta istintivo, aveva il
dono di farti “vedere” con le parole anche le cose più astratte,
come il profumo di un fiore o l’odore caldo del pane appena sfornato.
Ed era anche un ottimo pittore. Quando non disegnavo, con nonno
Gino mi trasferivo nel suo garage. Ai miei occhi quello era un
luogo magico. C’erano strane invenzioni, curiosi assemblaggi di
motori, sculture di legno, e lui si divertiva a spiegarmi come
le aveva costruite.
Lo seguivo con attenzione e assimilavo ogni suo insegnamento.
Fu anche grazie a queste “lezioni” che, in seguito, imparai a
inventare e a realizzare i modellini dei miei G.I.JOE.
Quel mio nonno aveva capito che anch’io avevo doti artistiche
e cominciò a darmi lezioni di disegno.
Quanti sabati pomeriggio ho trascorso con lui a tracciare linee
di figure geometriche con la matita. La scuola di nonno Gino ha
acceso e alimentato seriamente il fuoco della passione per tutto
quello che è arte, intesa nella sua più ampia espressione.
Col passare degli anni, le mie passioni e i miei hobby si moltiplicavano.
Quel primitivo entusiasmo per il modellini G.I.Joe, che per un
certo periodo mi aveva assorbito totalmente, era diminuito. L’improvviso
ritiro del marchio G.I.Joe dal mercato europeo, dovuto a una crisi
della Hasbro, aveva contribuito a raffreddare quella mia passione.
Ma qualche anno dopo, nel 2000, scoprii i segreti di Internet
e i suoi miracoli. Riuscii a mettere in moto una serie di meccanismi
che mi portarono virtualmente nei negozi on-line di oltreoceano,
e la passione riprese quota.
Completai finalmente ogni serie della mia collezione di G.I.JOE
“A Real American Hero” e riuscii a concretizzare quei sogni e
quelle fantasie che da ragazzino credevo irrealizzabili.
E la passione, inutile dirlo, continua! |
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